ARTICOLO CON INTERVISTA DI FRANCESCA SATURNINO
IL MANIFESTO 14 FEBBRAIO 2026
13 febbraio al Forte Prenestino: Pro-Pal, per la giustizia universale | Radio Onda Rossa
PRO-PAL For The Global Justice_documentary IT/EN_2026 (teaser)
In questo redazionale abbiamo parlato con una compagna solidale con la Palestina, residente in Germania, sulla presentazione del documentario "Pro-Pal. Per la giustizia universale", realizzato da G.A.Z.A. Project, che si terrà il venerdì 13 febbraio durante l'evento Reggae music fi Palestine al Forte Prenestino, nell'ambito dell'iniziativa 100x100Gaza. Lei ci ha raccontato com'è la situazione del movimento solidale con la Palestina in Germania, della repressione che subisce e della necessità di continuare a parlarne e di trovare sempre nuove forme di resistenzza e solidarietà.
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In questa puntata presentiamo con G.A.Z.A il documentario PRO-PAL – Per la giustizia universale
PRO-PAL For The Global Justice_documentary IT/EN_2026 (teaser)
Il documentario racconta, attraverso le numerose interviste, motivazioni, spiegazioni e intenti di un movimento variegato e creativo, che esisteva da molto tempo prima del 7 ottobre 2023 (Operazione Al-Aqsa) e che da due anni, rinvigorito, tenta di riportare la mendace narrazione mainstream dentro una significativa e indispensabile ricerca della verità storica sull’occupazione di Israele in terra palestinese. Nasce inizialmente come produzione musicale di G.A.Z.A. (Go Against Zionist Apartheid) a Berlino nel 2019, poi ampliata con l’aggiunta di registrazioni ambientali a Istanbul per poi infine concretizzatasi nell’idea di un documentario sulla questione palestinese, non senza una approfondita e costante ricerca su tematiche connesse come l’antisemitismo, il sionismo, il pinkwashing e i movimenti di resistenza palestinesi.
Le riprese sono iniziate nel 2022 in Libano nei campi profughi palestinesi a seguito del viaggio del Comitato Per Non Dimenticare Il Massacro Di Sabra e Chatila, in Polonia presso il museo POLIN e il campo di concentramento di Auschwitz/Birkenau, proseguite poi a Roma e Berlino dal 2024 al 2025.
Con un’opinione pubblica dormiente, assoggettata alla propaganda dei pennivendoli servi di un potere colluso e complice dell’orrore socializzato e videotrasmesso all’infinito, come una serie televisiva “ad eternam”, si solleva indignata una parte della società di questo decadente e disfatto occidente, sempre più illiberale e presuntuosamente democratico, almeno per chi caparbiamente crede ancora nella giustizia sociale.
E allora un fiume inarrestabile e potente invade le città e i paesi denunciando il genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano finanziato e armato in primis da USA e Europa, che prosegue sotto gli occhi di tuttx a bassa intensità nonostante la non-tregua che inesorabile bombarda, punisce, affama, ammala, assassina senza pietà, senza un briciolo di umanità.
RESTIAMO UMANI di Vittorio Arrigoni, resta attuale più che mai come un grido a tratti soffocato, ma che irrompe prepotentemente nelle piazze di tutto il mondo da parte di attivistx, associazioni e collettivi: non si fermano di fronte alla repressione e non si fermeranno, nonostante le censure, i divieti, le accuse, i licenziamenti, le botte, gli arresti.
Resistono e lottano risolutx contro imperialismo e post-colonialismo anche con lo sciopero della fame che rischia di uccidere alcunx attivistx nelle galere londinesi.
“I tiranni hanno dimenticato i loro volti sotto i piedi dei bambini.” MOHAMMED MOUSSA
“Abbiamo passato anni a ripetere, nel Giorno della Memoria, MAI PIU’: perché’ sapevamo che sarebbe potuto succedere ancora.” TOMASO MONTANARI
G.A.Z.A. Project presenta Pro-Pal per la giustizia universale (doc it/en 2026, 82 min) qui in Italia
Le prossime date:
Giovedì 5 febbraio, alle 18:00 a Genova presso biblioteca libertaria Ferrer, piazza Embriaci 5/13 centro storico di Genova
Venerdì 6 febbraio al Circolo Matteotti Sestri Levante, via per santa Vittoria, 121
Venerdì 13 febbraio 2026, alle 20:30 in sala cinema, al CSOA forte Prenestrino, via Federico Delpino, Centocelle, Roma
Sabato 14 febbraio, ex asilo Filangieri , vico Giuseppe Maffei 4, Napoli

brani musicali:
G.A.Z.A (Go against Zionist Apartheid) – Female is now,
Anna Bolena – God save the Queer,
Anna Bolena – The Show must go Home,
G.A.Z.A: The sun will not more rise at east
G.A.Z.A. Project
presenta
PRO-PAL PER LA GIUSTIZIA UNIVERSALE
(documentario 82min. IT/EN 2026)
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"I tiranni hanno dimenticato i loro volti sotto i piedi dei bambini."
MOHAMMED MOUSSA
"Abbiamo passato anni a ripetere, nel Giorno della Memoria, MAI PIU': perche' sapevamo che sarebbe potuto succedere ancora."
TOMASO MONTANARI
Avremmo dovuto nascere palestinesi, sudanesi, herero, per vivere sulla nostra pelle le conseguenze del genocidio: persecuzioni, violenze, arresti, pulizia etnica, stupri e morte?
Con un opinione pubblica dormiente, assogettata alla propaganda dei pennivendoli servi di un potere colluso e complice dell'orrore socializzato e videotrasmesso all'infinito, come una serie televisiva ad eternam, si solleva indignata una parte della societa' di questo decadente e disfatto occidente, sempre piu' illiberale presuntuosamente democratico, almeno per chi caparbiamente crede ancora nella giustizia sociale. E allora un fiume inerrestabile e potente invade le citta' e i paesi denunciando il genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano finanziato e armato in primis da USA e Europa, che prosegue sotto gli occhi di tuttx a bassa intensita' nonostante la non-tregua che inesorabile bombarda, punisce, affama, ammala, assassina senza pieta', senza un briciolo di umanita'. RESTIAMO UMANI di Vittorio Arrigoni, resta attuale piu' che mai come un grido a tratti soffocato, ma che irrompe prepotentemene nelle piazze di tutto il mondo da parte di attivistx, associazioni e collettivi: non si fermano di fronte alla repressione e non si fermeranno, nonostante le censure, i divieti, le accuse, i licenziamenti, le botte, gli arresti. Resistono e lottano risolutx contro imperialismo e post-colonialismo anche con lo sciopero della fame che rischia di uccidere alcunx attivistx nelle galere londinesi.
PRO-PAL Per la giustizia universale racconta in parte attraverso le numerose interviste, motivazioni, spiegazioni e intenti di un movimento variegato e creativo, che esisteva da molto tempo prima del 7 ottobre 2023 (Operazione Al-Aqsa) e che da due anni rinvigorito tenta di riportare la mendace narrazione mainstream dentro una significativa e indispensabile ricerca della verita' storica.
Il progetto nasce inizialmente come produzione musicale di G.A.Z.A. (Go Against Zionist Apartheid) a Berlino nel 2019, poi ampliata con l'aggiunta di registrazioni ambientali a Istanbul e infine concretizzatasi nell'idea di un documentario sulla questione palestinese, non senza una approfondita e costante ricerca su tematiche connesse come l'antisemitismo, il sionismo, il pinkwashing e i movimenti di resistenza palestinesi. Le riprese sono iniziate nel 2022 in Libano nei campi profughi palestinesi a seguito del Comitato Per Non Dimenticare Il Massacro Di Sabra e Chatila, in Polonia presso il museo POLIN e il campo di concentramento di Auschwitz/Birkenau, proseguite a Roma e Berlino dal 2024 al 2025. Il progetto individuale G.A.Z.A. e' quindi divenuto collettivo grazie al lavoro autoprodotto e volontario di un pugno di videomaker/attivistx/musicistx.
Ringraziamo per il loro necessario e gentile contributo:
BDS ITALIA
ASSOPACE PALESTINA
JEWISH VOICE FOR PEACE GERMANY
PALESTINE SPEAKS
POTERE AL POPOLO
COMITATO PER NON DIMENTICARE
ARCHIVIO STORICO DEL MOVIMENTO OPERAIO ROMA
KURINGA BERLIN
AMNESTY INTERNATIONAL
STUDENTI ANARCHICI FREE UNIVERSITY BERLIN
UDAP
GAZA FREESTYLE
LIADLAND
ALBERTO FAZOLO
BASSAM SALEH
MAYA ISSA
ARCI
e altrx
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PRO-PAL
Per la giustizia universale
un documentario di G.A.Z.A. PROJECT (82min.) IT/EN
QUESTO DOCUMENTO È STATO REALIZZATO TRA IL 2019 E IL 2025 IN LIBANO, POLONIA,
GERMANIA, ITALIA, TURCHIA, REGNO UNITO, OLANDA, PALESTINA, ISRAELE E ITALIA.
RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO ALLA CREAZIONE DI QUESTO
DOCUMENTARIO INDIPENDENTE.
BERLINO-ROMA 2026
contributo x Radio Blackout Torino
radio bizarre + alliguai 4 ottobre 2025
Nella tramisione di oggi abbiamo presentato il corteo nazionale per la Palestina che avrà luogo nel pomeriggio a Roma, abbiamo raccontato la acampada di plaza de la Carbonera, la mobilitazione dei portuali, la chiamata allo sciopero generale del 15 ottobre e i cortei nella città di Barcellona,
abbiamo sentito Anna Bolena da Berlino per un aggiornamento dalle lotte per la Palestina in Germania.
Germania; armi, guerra, antideutsch | Radio Onda Rossa
Con Anna Bolena torniamo a parlare di Germania e degli ultimi sviluppi politici in merito al riarmo e al genocidio a Gaza. Sul piano istituzionale infatti il governo Mertz sta procedendo a un forte incremento dell'industria bellica parlando di riconversione del settore dell'automotive e di altri settori industriali in crisi, si parla inoltre in modo sempre più concreto di ripristino della leva obbligatoria.
Negli ultimi tempi, inoltre, il cancelliere, sebbene in modo assai poco credibile ha annunciato l'interruzione della vendita di armi a Israele (la Germania è il secondo fornitore al mondo di armi a Israele dopo gli Usa), questo è bastato a far scattare la componente antideutsch antifa che chiedono ancora armi a Israele, sebbene con minor presa rispetto al passato sul testo del movimento.
Nella foto uno striscione antideutsch che chiede ancora armi per Israele.
Contributo @ Radio Onda Rossa
Sabato 26 Luglio 2025
Germania: tanta la repressione contro i Propal | Radio Onda Rossa
Roma: 10/11/12 ottobre a ZK Villaggio Palestina | Radio Onda Rossa
A ZK ad ottobre ci sarà una 3 giorni chiamata Villaggio Palestina. Incontri, dibattiti a sottoscrizione del Campo profughi di Aida (Betlemme) e del campo di Khan Yunis (sud di Gaza). L'evento si svolgerà il 10/11/12 ottobre a ZK, Via Epaminonda, Ostia Antica.
Dalla Roma antagonista alla Berlino underground, la dj e producer sarda racconta trent’anni di musica antagonista e spazi autogestiti. «Negli anni 90 c’era più libertà, oggi in Italia c’è il decreto sicurezza e in Germania ci sono i neonazisti di Afd»
di Giacomo Pellini
La nostra storia comincia nell’Inghilterra di fine anni 80, all’ombra delle grandi aree industriali dismesse e del rigido Regno Unito dell’era Thatcher, laboratorio del laissez-faire e del capitalismo estremo. Dall’America arriva un nuovo suono: l’acid house, con le sue sonorità distorte e oniriche. Insieme alla diffusione della Mdma, crea il terreno per una piccola rivoluzione culturale che culmina nella Seconda estate dell’amore. Dopo la rigidità del decennio precedente, la parola d’ordine è una sola: ballare. Nascono così i primi free party: feste libere, spesso illegali, in spazi occupati. Il movimento cresce, i rave si moltiplicano e diventano enormi raduni. Ma la politica rea gisce: il governo conservatore di John Major dichiara guerra a questi eventi, inasprendo le leggi e la repressione. Il movimento allora attraversa la Manica e arriva nell’Europa continentale. Anche l’Italia, da metà anni 90, diventa un terreno fertile: nascono collet tivi, si muovono sound system, i centri sociali scoprono la techno. A Roma si fa notare Anna Bolena, tra le poche donne dj e organizzatrici di rave. Sarda di origine, trasferitasi nella Capitale a fine anni 80, ha fondato l’etichetta Idroscalo dischi per promuovere l’elettronica industriale. Oggi vive a Berlino, dove alterna musica e insegnamento. «Il primo party illegale che ho fatto è stato a Tor Cervara: ci siamo arrivati con il pas saparola, eravamo una cinquantina. Abbiamo ballato fino all’alba», racconta Anna Bo lena. «È stato il contesto politicizzato a spingermi verso questa musica. Poi ho iniziato anche a organizzare eventi, e piano piano siamo passati da poche decine a centinaia di persone». All’inizio degli anni 90, Roma viveva un forte fermento politico, con giovani attivi nei movimenti antagonisti e una rete vivace di spazi autogestiti. Il movimento della Pantera, esploso nelle università nel dicembre del 1990, ne fu uno dei momenti simbolici. Inizialmente, la techno veniva guardata con sospetto da alcuni ambienti dei centri sociali, che la associavano erroneamente a contesti neofascisti. Ma grazie all’im pegno di diversi attivisti, quel muro cadde, e la musica elettronica trovò spazio anche lì. Anna e il suo collettivo portarono la cultura dei rave in questi ambienti, creando un ponte tra due mondi. «La techno per me è una musica d’emergenza, nata da un’urgenza espressiva», spiega Anna. «Non è solo intrattenimento, è il mio modo per rivendicare uno spazio libero, fuori dai circuiti legali o criminali». Ballare diventava così un atto politico. Col tempo, però, il movimento ha dovuto affrontare diverse criticità: la per dita del significato politico delle occupazioni, l’abuso inconsapevole di sostanze, l’ego di alcuni dj. Questi elementi hanno intaccato lo spirito originario. Eppure, lo zoccolo duro della scena romana è sopravvissuto per tutti gli anni Novanta e Duemila. E, an che se ridimensionato, resiste ancora oggi. «Ci sono ancora compagni e compagne che organizzano rave occupando spazi abbandonati, anche solo per una notte. Ma oggi rischiano molto più di noi all’epoca», racconta Anna Bolena. Il riferimento è al decreto sicurezza, evoluzione del decreto anti-rave del 2022, che in troduce pene severe per i rave non autorizzati e inasprisce le sanzioni contro varie forme di protesta, come i blocchi stradali. «Negli anni 90 non c’erano leggi specifiche contro i rave. Finiva spesso in una trattativa: si parlava con la polizia, magari si lasciava finire la festa e poi si sgomberava. Ora non è più così, si sentono legittimati a caricare», spiega Anna. Nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2025, circa 500 persone si sono radunate nell’ex sta bilimento Chemia Tau a La Cassa, nel Torinese. Lo sgombero è degenerato in scontri violenti: 14 agenti e diversi partecipanti sono rimasti feriti, 350 persone identificate, 145 veicoli e l’attrezzatura musicale sequestrati. Per Anna Bolena, il decreto sicurezza non è solo una legge contro i rave. «È un decreto strumentale: usano l’idea del ‘rave ille gale’ come scusa per reprimere tutto ciò che è dissenso. Serve per sgomberare picchetti, sit-in, proteste ambientaliste o contro i femminicidi. È un attacco all’autogestione e alla libertà». Il discorso si sposta poi sulla Germania, dove vive da vent’anni. Alle ultime ele zioni federali, il partito neonazista AfD ha ottenuto circa il 20% dei consensi, segno di un clima sempre più teso e polarizzato. «Berlino, per fortuna, resta un’isola felice. Qui la AfD ha preso meno voti e parte di quelli persi dalla sinistra nel resto del Paese sono stati recuperati». Anche se la capitale tedesca mantiene una scena giovanile vivace, Anna riconosce che è cambiata molto. «Il costo della vita è salito alle stelle. Ma era inevitabile: è una metropoli internazionale. Non si poteva pensare che Kreuzberg restasse piena di palazzi decadenti o che continuasse a scaldarsi con stufe a carbone nel 2025». Tutto questo ha avuto un impatto pesante sulla scena underground. «Hanno quasi spazzato via tutto ciò che era davvero autogestito, radicale, politicizzato. È rimasto pochissimo. Gli ultimi spazi occupati sono stati sgomberati durante la pandemia, con una violenza assurda», racconta Anna Bolena. Intanto, cresce anche l’attività di gruppi fascisti e ne onazisti, che scendono in piazza accusando l’estrema sinistra di violenza. Una tensione che riflette la polarizzazione alimentata dall’ascesa dell’AfD, il partito guidato da Alice Weidel. «Berlino, per ora, resta più tranquilla. Ma basta guardare alla Turingia o alla Sassonia, dove l’AfD supera il 30%. La situazione è seria». Oltre alla divisione politica, c’è anche una frattura sociale e territoriale: nei Länder dell’ex Germania Est, l’AfD ottiene percentuali molto più alte rispetto all’Ovest. Una spaccatura che affonda le radici nella storia del Paese, ma che secondo Anna viene spesso usata per giustificare un razzismo classista. «La verità è che l’estremismo di destra c’è anche a Ovest. Ma chi viene dall’Est è ancora visto come cittadino di serie B. L’Ovest è stato costretto a arricchire l’Est per raggiungere una certa parità economica, e questo ha comportato astio tra le due Germanie, che ancora completamente unite non lo sono ancora». Viviamo in un mondo sempre più ostile ai principi di uguaglianza e libertà, segnato da protezionismo, nazionalismo e leadership autoritarie, mentre le democrazie si indeboliscono. Eppure, basti pensare che alla base culturale dei rave ci sono le Taz - le Zone temporaneamente autonome teorizzate da Hakim Bey trent’anni fa - vere e pro prie utopie temporanee dove le persone sfuggono a regole e gerarchie per vivere forme di libertà radicale. Un’epoca che oggi sembra lontanissima. «I movimenti devono continuare a esistere, resistere, usare ogni mezzo e piattaforma per opporsi. Non è solo questione di rave o festa, ma di una visione che sfida potere, confini e identità imposti. Il free party è ribellione, rifiuto di un sistema che non funziona». dice Anna. Che poi conclude: «Se i movimenti non si rafforzano, non si organizzano e non si uniscono ad altri settori della società, sarà difficile invertire la rotta. La lotta deve essere collettiva, solidale, concreta. Serve costruire nuove forme di resistenza, capaci di evolversi e affrontare i tempi che viviamo».
«Non è solo questione di fare festa, ma di una visione che sfida potere, confini e identità imposti. Oggi la lotta deve essere collettiva, solidale, concreta»
ARTICOLO CON INTERVISTA DI FRANCESCA SATURNINO IL MANIFESTO 14 FEBBRAIO 2026