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sabato 31 gennaio 2026

PRO-PAL Per la Giustizia Universale @ Radio Sonar/Podcast Transfemminonda (31 Gennaio 2026)

 Transfemminonda Archivi - RadioSonar.Net



In questa puntata presentiamo con G.A.Z.A il documentario PRO-PAL – Per la giustizia universale

PRO-PAL For The Global Justice_documentary IT/EN_2026 (teaser)

Il documentario racconta, attraverso le numerose interviste, motivazioni, spiegazioni e intenti di un movimento variegato e creativo, che esisteva da molto tempo prima del 7 ottobre 2023 (Operazione Al-Aqsa) e che da due anni, rinvigorito, tenta di riportare la mendace narrazione mainstream dentro una significativa e indispensabile ricerca della verità storica sull’occupazione di Israele in terra palestinese. Nasce inizialmente come produzione musicale di G.A.Z.A. (Go Against Zionist Apartheid) a Berlino nel 2019, poi ampliata con l’aggiunta di registrazioni ambientali a Istanbul per poi infine concretizzatasi nell’idea di un documentario sulla questione palestinese, non senza una approfondita e costante ricerca su tematiche connesse come l’antisemitismo, il sionismo, il pinkwashing e i movimenti di resistenza palestinesi.

Le riprese sono iniziate nel 2022 in Libano nei campi profughi palestinesi a seguito del viaggio del Comitato Per Non Dimenticare Il Massacro Di Sabra e Chatila, in Polonia presso il museo POLIN e il campo di concentramento di Auschwitz/Birkenau, proseguite poi a Roma e Berlino dal 2024 al 2025.

Con un’opinione pubblica dormiente, assoggettata alla propaganda dei pennivendoli servi di un potere colluso e complice dell’orrore socializzato e videotrasmesso all’infinito, come una serie televisiva “ad eternam”, si solleva indignata una parte della società di questo decadente e disfatto occidente, sempre più illiberale e presuntuosamente democratico, almeno per chi caparbiamente crede ancora nella giustizia sociale.

E allora un fiume inarrestabile e potente invade le città e i paesi denunciando il genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano finanziato e armato in primis da USA e Europa, che prosegue sotto gli occhi di tuttx a bassa intensità nonostante la non-tregua che inesorabile bombarda, punisce, affama, ammala, assassina senza pietà, senza un briciolo di umanità.

RESTIAMO UMANI di Vittorio Arrigoni, resta attuale più che mai come un grido a tratti soffocato, ma che irrompe prepotentemente nelle piazze di tutto il mondo da parte di attivistx, associazioni e collettivi: non si fermano di fronte alla repressione e non si fermeranno, nonostante le censure, i divieti, le accuse, i licenziamenti, le botte, gli arresti.

Resistono e lottano risolutx contro imperialismo e post-colonialismo anche con lo sciopero della fame che rischia di uccidere alcunx attivistx nelle galere londinesi.

“I tiranni hanno dimenticato i loro volti sotto i piedi dei bambini.” MOHAMMED MOUSSA

“Abbiamo passato anni a ripetere, nel Giorno della Memoria, MAI PIU’: perché’ sapevamo che sarebbe potuto succedere ancora.” TOMASO MONTANARI

G.A.Z.A. Project presenta Pro-Pal per la giustizia universale (doc it/en 2026, 82 min) qui in Italia

Le prossime date:

  • Giovedì 5 febbraio, alle 18:00 a Genova presso biblioteca libertaria Ferrer, piazza Embriaci 5/13 centro storico di Genova

  • Venerdì 6 febbraio al Circolo Matteotti Sestri Levante, via per santa Vittoria, 121

  • Venerdì 13 febbraio 2026, alle 20:30 in sala cinema, al CSOA forte Prenestrino, via Federico Delpino, Centocelle, Roma

  • Sabato 14 febbraio, ex asilo Filangieri , vico Giuseppe Maffei 4, Napoli

Contatto per proiezioni e distribuzione: antopintus1970@gmail.com

TRANSFEMMINONDA 7.16 del 31/1/2026 – PRO-PAL Per la giustizia universale

  • brani musicali:

    • G.A.Z.A (Go against Zionist Apartheid) – Female is now,

    • Anna Bolena – God save the Queer,

    • Anna Bolena – The Show must go Home,

    • G.A.Z.A: The sun will not more rise at east

martedì 26 settembre 2023

WARNUNG VOR EINER HEILIGEN NUTTE [Rubrica di cinema] ANTONIO CAPUANO (2001)

WARNUNG VOR EINER HEILIGEN NUTTE

ATTENZIONE ALLA PUTTANA SANTA

Rubrica di cinema [da un film del 1970 sulla visione del cinema di Rainer Werner Fassbinder, 1945-1982] con qualche precisazione:

Nessuna narrazione della trama dei film consigliati, salvo qualche dettaglio utile per le considerazioni in merito.

Nessun film che non ci sia piaciuto, lasciamo le critiche ai critici di professione.

Niente spazio alla macchina hollywoodiana anche se di manifattura europea o africana o quant'altro.

Nessuna censura di natura moralistica.    





Luna rossa di Antonio Capuano

La Famiglia


“Ebbene, sappiatelo, perché io non so dove finirà, come con i cavalli volgo le redini fuori strada, pensieri indomabili, vinto, mi fanno sbandare; nel mio cuore il terrore è pronto a cantare, ed esso a danzare in preda alla furia. Ma finché sono in me, lo annuncio agli amici: io affermo di aver ucciso non senza giustizia mia madre, essere impuro che uccise mio padre, odio degli dèi, e assicuro che l’istigatore a questa audacia fu il profeta di Pito, l’Ambiguo, che mi vaticinò, perché, dopo aver compiuto l’azione, io fossi libero da orribile colpa; ma se lo avessi trascurato, non dirò la punizione nessuno raggiungerà con l’arco tali dolori”. 

Eumenidi/Eschilo/V sec. A.C.


“Io sono empio, perché ho ucciso mia madre, ma l’altro mio nome è pio, perché ho vendicato mio padre.”

Oreste/Euripide/V SEC. A.C. 


Imperscrutabile e complessa anamnesi di una famiglia camorrista nella Napoli dei nostri giorni, dove la violenza e la mattanza quotidiana si risolve in una carneficina psicologica e "animale", nel senso di anima malvagia.

La storia potrebbe essere ambientata in un altro secolo, se non fossero i monitor dei computer e della tele a rappresentare dentro una tragedia contemporanea i personaggi "greci", ispirati più ai drammi “umani” di Euripide che di Eschilo.

Questa è una favola post-punk del terrore e del potere, o meglio del potere di esercitare terrore; potrebbe essere la trama di una telenovelas “diversa” dal titolo emblematico “Un posto all’inferno”.

Certo forse troppo poco "corale" rispetto ai plot dell'antichità, ma si presenta di dirompente impatto e si apprezza per la maestria registica e la superba recitazione degli attori già visti in altri film di Capuano [Vito e gli altri/Pianese Nunzio 14 anni a maggio].

Il profondo "pentitismo" del protagonista si risolve all'interno dell'ineluttabile ed indispensabile necessità umana di "svuotare il sacco", dopo la malattia convulsa causata dal seme marcio e incestuoso del sangue. Il sangue ancestrale ed esoterico della famiglia, anzi La Famiglia dove tutto deve stare dentro e niente fuori.

Una lenta ma ben ritmata [dal promiscuo mescolamento della canzone tradizionale napoletana con la musica elettronica contemporanea] carrellata dei luoghi comuni e delle incomprensioni familiari dentro ambientazioni funebri che si somigliano a quelle rappresentate da Abel Ferrara in Fratelli. Ma mentre in Ferrara non c’è via di scampo, qui il protagonista “Oreste”, giovane masochista, incestuoso, marcio, fin dentro il midollo, [i tagli auto provocati sulla sua carne aggiungono ferocia al sangue di tutti i giorni], trova l’uscita dal muro di cemento armato in cui vive relegata la sua famiglia troppo impegnata a continuare la tradizione sui viali strazianti delle lotte intestine di mafia. Dapprima si allontana, scompare apparentemente, per poi “risolversi” con l’eliminazione finale dei pochi rimasti nella famiglia, tra cui sua madre [Clitemnestra imparruccata, interpretata da Licia Maglietta, credo una delle migliori attrici in Italia in questo momento], che un po’ dark lady, un po’ Giocasta offre la sua carne alla sua “carne” con amorevole premura.

Il Giudice invisibile, come gli Dei dell’Antichità, sono l’unico referente capace di ascoltare quello che comunemente viene chiamato “tradimento” ma che nel film di Capuano sembra più una trasgressione alle regole imposte, alla dottrina dell’omertà, al silenzio mortale della coscienza. Dal muro insormontabile della Famiglia, al muro del tribunale borghese, sempre meglio che fare pietà con un suicidio, questo il messaggio conclusivo. Contrariamente alla tragedia e alla sua tradizione; non più eroi, non più martiri su cui propagare la stirpe fradicia della menzogna, piuttosto uomini e donne [Elettra, la sorella diletta è qui fragile e influenzabile] intrappolati dai loro stessi pensieri, dalle loro stesse perversioni, dalle loro debolezze, e nessun dio, nessun Apollo dal cielo verrà a salvarli.

“Il ribelle senza altro orizzonte che il muro delle costrizioni rischia di rompercisi la testa o di difenderlo un giorno con imbecille ostinazione. Perché apprendersi nella prospettiva delle costrizioni è ancora guardare nel senso voluto dal potere, che lo si respinga o lo si accetti.”

Trattato del saper vivere ad uso delle giovani generazioni/Raoul Vaneigem/1967

27ottobre2001

Anna Bolena 2001

 words © ANTONELLA PINTUS 

Rubrica di Cinema per la newsletter di SpazioKamino Ostia 2000-2002     


Intervista @ IL MANIFESTO (Francesca Saturnino) x PRO-PAL a Napoli 14 febbraio 2026

 ARTICOLO CON INTERVISTA DI FRANCESCA SATURNINO IL MANIFESTO 14 FEBBRAIO 2026